Un progetto Parelli in allevamento
Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Agosto 2010 20:13
Scritto da simone pieralli
Lunedì 23 Agosto 2010 19:55
 
| di Anita Leombruni |
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“HORSES RUN FASTER AND JUMP HIGHER... OUT OF HEART AND DESIRE!” Pat Parelli
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Nei loro primi due anni i giovani PSI destinati al galoppo si trovano a vivere una vita alquanto varia a contatto col frenetico mondo dell’uomo, che ne decide gli eventi in tempi eccessivamente stretti per far sì che proprio in questo periodo, che è quello critico per un sufficiente sviluppo psicofisico, quest’ultimo avvenga senza complicazioni: già dopo poco più di una settimana dalla nascita, i puledri vengono sottoposti alla separazione momentanea dalle madri, quando queste vengono riportate alla monta; subiscono lo svezzamento tra i cinque e i sei mesi di età per essere lasciati a scorrazzare liberi in ampi paddocks, senza l’importante esempio, da un punto di vista etologico, di adulti regolatori che insegnino loro le regole sociali. Questo fino a circa otto mesi, età in cui spesso affrontano lunghi viaggi anche di più giorni, per essere trasferiti nei luoghi dove verranno preparati per le aste e venduti.
Fin qui capita spesso che il contatto umano sia ridotto ai momenti in cui i puledri devono essere sottoposti a manipolazioni veterinarie, essere portati dal maniscalco o caricati sui mezzi di trasporto. Situazioni che non è raro si risolvano in vere e proprie prove di forza dalle quali i cavalli possono uscirne traumatizzati e disgustati e le persone frustrate e sfiancate, trasformando i momenti di contatto, che dovrebbero essere la parte più gratificante del lavoro in allevamento, in un incubo dal quale ci si vorrebbe volentieri sottrarre.
A circa diciotto mesi vengono avviati all’allenamento agonistico vero e proprio, fino al debutto in pista all’ età di due anni. Tutte queste fasi avvengono passando per le mani della moltitudine di persone che lavora nei diversi settori, la cui passione per il lavoro a contatto coi cavalli a volte viene messa a dura prova dalle condizioni non sempre ideali di lavoro....
E’ in pista che i giovani cavalli dovranno dimostrare tutto il loro potenziale ed è qui che presto o tardi la carriera agonistica di molti di loro si interromperà se non saranno in grado di resistere al notevole stress oltre che fisico, anche mentale ed emozionale cui sono stati sottoposti fin dalla nascita e che, come ampiamente dimostrato da numerose ricerche scientifiche, ne influenza negativamente lo stato fisico come in un circolo vizioso; compromettendone il valore atletico e di conseguenza economico.
E’ facilmente comprensibile quanto, per evitare questo, sia fondamentale la professionalità del personale che si occupa di loro durante le delicate fasi dei loro primi due anni, nel prepararli al contatto con l’uomo e ad un’ ottimale carriera agonistica. Personale (di cui chi scrive a fatto parte per diverse stagioni lavorative tra l’Italia e l’Irlanda) la cui formazione e quindi competenza è sempre più affidata al caso, con inevitabili conseguenze sulla sicurezza e la qualità del lavoro e sulla salvaguardia del benessere dei cavalli.
Ma finalmente le cose sembra comincino a cambiare e la lungimiranza e la passione autentica che contraddistingue i migliori leader del settore, fanno sì che questi si rivolgano sempre più spesso ad un altro tipo di professionisti: quelli del programma Parelli. E’ ciò che ha fatto Il signor Giuseppe Rosati, proprietario dell’Azienda Rosati-Colarieti, allevamento di punta nell’Ippica Italiana che ha cercato la collaborazione di Rolando Heuberger Istruttore certificato Parelli, col quale condivide l’obiettivo di “formare il personale di scuderia attraverso il programma Parelli nella gestione di giovani cavalli e di preparare i cavalli stessi dal punto di vista mentale ed emotivo, predisponendoli il più possibile alla futura carriera agonistica”.
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Questa collaborazione ha delle potenzialità impressionanti per il miglioramento della qualità di vita e l’espressione del potenziale atletico dei cavalli impiegati nel galoppo! Non solo: il personale di scuderia, anch’esso giovane, che negli ultimi tempi è difficile da reperire e che sempre più spesso abbandona questo tipo di lavoro; imparando a gestire i vivaci puledri col programma Parelli ritroverebbe profonda motivazione nel proprio fondamentale ruolo della gestione quotidiana dei cavalli, aiutandoli veramente ad esprimerne tutto il potenziale nel rispetto della loro sensibile e formidabile natura!
Ecco perché, quando Rolando, sapendo del mio debole per i Purosangue mi parla di questa collaborazione e mi invita a raggiungerlo presso l’Allevamento del Sig. Rosati mi sono letteralmente precipitata! Avviatami di buon ora verso Rieti, arrivata in azienda chiedo dove parcheggiare ad un operaio intento a seguire il lavoro nei campi nella frizzante aria mattutina. Solo più tardi, quando comincia a raccontarmi la storia dell’ allevamento, capisco di aver scambiato il Sig. Giuseppe per uno dei suoi operai.
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La storia inizia tra il 1950 e il ’55 quando suo padre, proprietario di una piccola azienda agricola, recandosi per diletto a veder correre cavalli di amici in ippodromo, decise di acquistare la prima fattrice.
E chi ce l’ha, sa che la passione per i cavalli quando è autentica pervade in profondità e senza via di scampo, ed è così che il Sig. Giuseppe, allora giovanissimo, ha continuato l’attività paterna, incrementando pian piano l’allevamento di cavalli dell’azienda, che da medio piccola si è trasformata in quello che oggi è uno dei più importanti allevamenti italiani di PSI, che vanta campioni del calibro di Rakti (foto iniziale), vincitore del Derby Italiano nel 2002, ora stallone in Irlanda presso l’Irish National Stud; Groom Tesse, vincitore del Derby Italiano nel 2004; Sumati, vincitore del Gran Premio del Jockey Club nel 1999 e che ha disputato diverse corse negli U.S.A.; Loka Loka, vincitrice del Premio Regina Elena nel 2007 e Sub Rose, vincitrice nel 2008 del Prix de Royaumont, corsa di gruppo tre, considerata una delle migliori femmine della sua generazione.
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Anita: Sig. Giuseppe, come ha impostato, negli anni, la gestione dell’allevamento per arrivare ai risultati odierni?
Giuseppe: Man mano che l’allevamento si ingrandiva, ho iniziato a girare l’Irlanda, l’Inghilterra, la Francia e gli U.S.A. per capire come funzionava l’ippica a livello internazionale ed ho iniziato ad importare in Italia metodologie di gestione che all’epoca erano utilizzate solo all’estero, a partire da un’ efficiente costruzione dei recinti e dalla rotazione dei prati, fino all’uso mirato e consapevole della giostra per ginnasticare i cavalli. Ma soprattutto mi sono concentrato sulla gestione alimentare e sulla ricerca di personale specializzato nella preparazione dei puledri, che inizialmente facevo venire direttamente dall’Irlanda. Tante piccole iniziative e accorgimenti che hanno portato l’allevamento all’avanguardia rispetto agli altri raggiungendo risultati importanti.Questo ha portato l’attenzione dell’ambiente dell’ippica sull’allevamento che si è affermato sempre più come leader del settore. Ma come in tutti i settori, bisogna sempre continuare ad investire, concentrandosi soprattutto su quegli aspetti che si pensa di dover migliorare, ed uno di questi era sicuramente la preparazione mentale del cavallo, che si ottiene interagendo con lui in modo da prepararlo il più possibile alla prestazione agonistica.
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A: Cosa l’ha portata a considerare l’importanza di migliorare l’aspetto mentale ed emotivo del cavallo?
G: Negli ultimi anni, aumentando il numero di soggetti presenti in allevamento, abbiamo incrementato anche il personale che, mi sono reso conto, nella maggioranza dei casi non è in grado di gestire cavalli giovani così delicati ed ancora non addestrati. Mi sono reso conto quanto sia controproducente lavorare in queste condizioni. Ad esempio gli infortuni sul lavoro, subiti sia dai cavalli che dal personale sono spesso dovuti ad incomprensioni di base e scarsa capacità di maneggiare i cavalli con la dovuta competenza.
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A: Come ha conosciuto il programma Parelli?
G: Andiamo con ordine: indipendentemente dalla mia attività di allevatore, l’ho conosciuto grazie a mia moglie che ama i cavalli ed essendo appassionata di etologia e curiosa di tutto ciò che riguarda l’interazione tra l’uomo e gli animali, mi propose di accompagnarla ad un corso Parelli cui lei partecipava. Assistendo al corso, la mia impressione iniziale fu che tutto sommato si trattava di cose che i bravi uomini di cavalli fanno naturalmente e non gli ho dato troppa importanza. Solo col tempo, parallelamente alla difficoltà che riscontravo sul lavoro a reperire personale specializzato, mi sono reso conto che ormai i veri uomini di cavalli, sono veramente rari! Ho capito che Parelli ha in qualche modo razionalizzato e schematizzato tutte le loro conoscenze ed il modo di fare tipico che queste persone hanno innati o acquisiti per esperienza. Ed ho pensato che poteva essere un buon metodo per gestire i giovani cavalli ed al tempo stesso per formare il personale ed abituarlo pian piano a fare le cose giuste con i puledri evitando errori di gestione che possano comprometterne la futura carriera agonistica.
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A: Cosa l’ha convinta, infine, a scegliere la professionalità di Rolando per la formazione del personale di scuderia e per educare i suoi puledri?
G: Una volta intuite le potenzialità del programma Parelli, sono andato a Birmingham dove mi sono reso conto dell’aspetto scientifico su cui è basato e della professionalità e serietà che lo contraddistinguono; ho visto l’attenzione riposta nel considerare la psicologia, la personalità e l’ individualità di ogni cavallo; un’ attenzione che porta a risultati effettivi e concreti estremamente positivi! Tutte caratteristiche che ho risconosciuto pienamente in Rolando come professionista. Ho capito quanto, nonostante la semplicità dei principi fondamentali, gli istruttori abbiano una conoscenza molto approfondita, dettagliata ed ampia dei cavalli. Mi sono realmente reso conto di quanto sia facile rovinarli, specialmente se in giovane età, con un uomo che li gestisce male! Sono convinto che sia la strada giusta.
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 A: Che obiettivo vi siete prefissati di raggiungere insieme?
G: l’obiettivo è quello di formare il personale di scuderia nella gestione di cavalli giovani e di preparare questi ultimi oltre che dal punto di vista fisico ed atletico, anche dal punto di vista mentale ed emotivo, predisponendoli il più possibile alla futura carriera agonistica. Vogliamo predisporre i puledri a collaborare con l’uomo educandoli in modo corretto mentalmente ed emotivamente, per quanto ci è possibile nel tempo che passano qui da noi, dove restano per circa 11-12 mesi della loro vita, arrivando all’età di 6-8 mesi appena dopo lo svezzamento che avviene in Inghilterra e Irlanda dove risiedono le loro madri. Credo che un’ educazione di questo tipo agevolerà moltissimo il futuro lavoro dell’allenatore ma soprattutto farà sì che i cavalli subiranno molto meno lo stress fisico e mentale dovuto alla pressione della carriera agonistica e di conseguenza saranno meno soggetti ad infortuni. Ne guadagneranno in benessere generale.
A: Pensa sia auspicabile in futuro che altri professionisti dell’Ippica  rivolgano maggiore attenzione alla gestione mentale del cavallo, avvalendosi del programma Parelli?
G: Io penso di sì, in quanto questo metodo dà risultati tangibili rendendo i cavalli molto più gestibili e di conseguenza meno soggetti ad infortuni causati da reazioni incontrollabili: ciò nell’economia di una scuderia equivale ad enormi vantaggi economici. Quindi un investimento fatto a monte sull’ educazione del cavallo alla mano, e sulla formazione specifica del personale di scuderia, avrà dei risvolti pratici notevoli sia dal punto di vista etico, salvaguardando il benessere del cavallo, sia dal punto di vista di ritorno economico per la scuderia. Bisognerebbe trovare il modo di far sì che il cavallo fosse gestito in questo modo durante tutte le fasi della sua vita per assicurarne duraturi benessere ed efficienza atletica. Purtroppo passerà ancora molto tempo prima di avere un numero sufficiente di personale preparato ed aggiornato. Ma credo che una volta che l’efficienza del programma Parelli verrà conosciuta appieno, sarà utilizzato sempre di più anche nell’ambiente dell’ippica.
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Credo non ci sia nulla da aggiungere ... Da queste parole traspare con estrema chiarezza e semplicità quanto volontà di confronto, coraggio di mettersi in discussione ed apertura mentale siano fondamentali per un continuo e progressivo miglioramento. Questa collaborazione è un bell’esempio di come sempre piè numerosi i professionisti dell’industria del cavallo si accostino al sistema Parelli, che con la sua efficacia sta contribuendo a renderla migliore sia per i cavalli, sia per gli uomini. Non mi resta che augurare di tutto cuore buon lavoro a Rolando, al Sig. Giuseppe, a tutto il personale ed ai puledri dell’Allevamento Rosati-Colarieti!!
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Opportunità di lavoro
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Il progetto di Rolando all’allevamento Rosati sta andando avanti con ulteriori sviluppi… e proprio grazie a questi ultimi si apre una importante opportunità!
Si cerca una persona che, partecipando attivamente al progetto, arrivi col tempo a occuparsi in azienda del Foundation Training dei giovani cavalli, a 360° ma prevalentemente in sella.
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